Bufera a Udine: per occupare il suolo pubblico serve il “certificato di antifascismo”

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No patentino, no party. E il patentino in oggetto è un documento che deve ratificare rigorosamente l’antifascismo doc di chi vuole promuovere un’iniziativa pubblica e occupare il suolo cittadino: ebbene sì, siamo arrivati a questo, almeno a Cervignano, in provincia di Udine, dove al termine di una burrascosa seduta del consiglio comunale, la maggioranza in aula ha votato per il sì al rigoroso certificato di antifascismo, e la minoranza impotente – di fronte alla forza di un avversione istituzionalizzata ed eretta a sistema burocratico – non ha potuto far altro che uscire e abbandonare i banchi (e la battaglia)…

Per occupare lo spazio pubblico devi avere un certificato di antifascismo

Uno a zero per Comune e per indefessi cultori del rito della caccia ai fantasmi: e come riporta, tra gli altri, il sito del Messaggero, a questo punto in provincia di Udine «il “patentino”, fa sapere l’amministrazione locale guidata dal sindaco Gianluigi Savino, dovrà essere presentato da chi vuole organizzare manifestazioni al centro civico, al Teatro Pasolini e al centro della musica, ma anche nelle aree all’aperto», un’iniziativa quanto meno bizzarra che nasce in seno a un’amministrazione comunale al cui vertice è saldamente insediato – e per il secondo mandato consecutivo – Gianluigi Savino, che all’ultima competizione elettorale friulana si è presentato sostenuto dalla lista Il Ponte, forte dell’appoggio di un concentrato di sinistra militante e integralista garantito da indipendenti, Pd, Mdp Articolo 1, Sinistra Italiana, Svolta di Sinistra e Cittadini.

No patentino, no party, no gazebo, no mercatino…

E in barba all’ecumenismo democratico, e cavandosela con un semplicistico « Probabilmente mettere d’accordo tutti è risultato impossibile», la mozione del patentino è passata: del resto evocare fantasmi e paure e puntare sulla demonizzazione, non tanto per vincere, ma per stravincere proprio, era l’obiettivo della maggioranza che puntava – spiega il Messaggero – addirittura all’approvazione all’unanimità: peccato che i rappresentanti dell’opposizione si siano alzati e abbiano abbandonato l’aula. E così, come riferisce il quotidiano capitolino, si è stabilito che «la mozione, presentata dalla sezione locale Anpi e della lista civica Il Ponte, recita: «Per ottenere il patrocinio o l’utilizzo di sale e spazi pubblici a Cervignano sarà richiesta una dichiarazione esplicita in cui sarà necessario affermare di riconoscersi e rispettare i valori democratici sanciti dalla Costituzione e ripudiare l’ideologia fascista». Ma non sarà un po’ troppo? Tant’è: ecome stabilito amministrativamente per montare un gazebo in strada, o allestire bancarelle in piazza, servirà il certificato di purezza dem: niente certificato? Niente manifestazione…

Il caso, tra sdegno e sgomento, commentato da un deputato di FI

Naturalmente l’iniziativa e la sua promozione in aula ha suscitato risentimenti privati e polemiche politiche, arrivando a spaccare la piccola comunità friulana; un malcontento che nel caso di un esponente come il deputato di Forza Italia, Roberto Novelli, si è trasformato in breve in indignazione e sgomento: «Altro che certificato di antifascismo, ci vorrebbe un certificato di anti stupidità – ha commentato il parlamentare azzurro –. Questi provvedimenti sono fuori dal tempo e perfino contrari alla logica». Non solo: «Per quale ragione – si chiede risentito e sdegnato Novelli – un partito legittimato a partecipare alle elezioni per allestire un gazebo dovrebbe sottoscrivere un ulteriore modulo? È il trionfo del superfluo, ciò di cui non abbiamo bisogno». Intanto, nella piccola comunità di Cervignano, spaccata al suo interno da provvedimenti controversi come quello appena varato, ci si interroga e si mormora…

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