Clandestino. Ingoia lanette per essere scarcerato. Ma la libertà dura poco. Qualcosa gli va storto.

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Haji Moez, tunisino di 33 anni, detenuto nel carcere di Sanremo per un cumulo di pene per reati legati allo spaccio di stupefacenti, ha ingoiato alcuni oggetti estranei per poter essere ricoverato e poi evadere.

Il giovane viene così portato in ospedale e sistemato su una branda in una stanzetta del pronto soccorso. E’ un soggetto piuttosto violento, in carcere per una lunga serie di reati, soprattutto concernenti il traffico di droga. I medici lo devono operare, ma lui si dimostra poco collaborativo. Anzi.

Tende a ribellarsi, non è facilmente gestibile. Il tunisino ha una manetta attaccata al polso e l’altra a una barella di tela, dove è sdraiato. Sono circa le 5.30. Approfitta del silenzio della notte, per strattonare più volte il polso legato e alla fine riesce a liberarsi.

A quel punto, con un balzo felino, si lancia da una finestra al primo piano del pronto soccorso e scappa. Finalmente, è riuscito nel proprio intento, ma ora lo stanno cercando ovunque. Uno spiegamento di poliziotti della penitenziaria e del commissariato perlustra tutta la zona dell’ospedale.

Non può essere andato lontano. Di lì a poco si scopre che Moez si era nascosto nei giardini della casa di riposo per anziani Borea. Tutto questo grazie alla telefonata al 112 di un dipendente della struttura per anziani, quest’ultima poco distante dall’ospedale, che ha notato il nordafricano aggirarsi nel parco.

Il dirigente del commissariato di Sanremo Giovanni Santoro ha dichiarato: “Appena è entrato ce lo hanno immediatamente segnalato. Segno che c’è un controllo molto stretto e una collaborazione importante tra le realtà del territorio. Grazie alla minuziosa descrizione fornita dagli agenti della penitenziaria, i poliziotti hanno potuto riconoscere l’evaso e arrestarlo di nuovo.

I comportamenti degli uomini che gestiamo sono spesso imprevedibili. Quello di oggi è un fatto che non deve accadere ma che purtroppo accade. Il detenuto ha ingerito questi oggetti in segno di protesta: cosa purtroppo assai comune in ambito penitenziario”.

Fonte: Il Giornale

Foto credit: ilgiornale

Source : https://adessobasta.org/2018/09/16/clandestino-ingoia-lanette-per-essere-scarcerato-ma-la-liberta-dura-poco-qualcosa-gli-va-storto/