È tanto Osannato dalla Sinistra. Ma ecco chi era davvero Che Guevara. Ecco cosa hanno Scoperto

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Ricorre oggi il novantennale di Ernesto Che Guevara. Nato a Rosario, Argentina, da una famiglia benestante, Guevara si laurea in medicina ma quando nel 1955 conosce Fidel e Raúl Castro in Messico, capisce subito che la sua vocazione è fare il guerrigliero.

Inutile dirlo, ma il suo nemico principale è l’imperialismo USA che – per lui stalinista dichiarato anche dopo la destalinizzazione imposta da Kruscev – rappresentava il «male assoluto».

Ma pochi sanno chi era davvero il CHE.
Quali erano le sue vere idee.
Il Giornale ha pubblicato un interessante articolo che bene ci mostra ciò:

Sono molte le sue frasi rimaste nella storia, come la celebre «sì abbiamo fucilato, fuciliamo e fino a quando necessario fucileremo ancora perché la nostra è una lotta alla morte», pronunciata nel 1964 all’ONU. Ma anche l’assai meno nota «come puoi tenere il libro di questo finocchio in ambasciata?».

Già perché così, nel 1965, in visita nella sede diplomatica cubana di Algeri, Guevara si rivolse al suo ambasciatore quando vide la summa «Teatro Completo» del poeta e drammaturgo Virgilio Piñera. L’episodio, raccontato dal vincitore del Premio Cervantes Guillermo Cabrera Infante nel suo «Mi Cuba», dà un’idea dell’odio del Che verso gli omosessuali. Fu proprio Guevara ad istituire, nel 1960, il primo campo di lavori forzati a Cuba per gay, nella regione orientale di Guanahacabibes, all’entrata del quale c’era scritto «Il lavoro vi renderà uomini».

Insomma il paladino della sinistra era omofobo.
E che dire dei diritti dei lavoratori:

«Compagni, non è corretto aumentare lo stipendio di chi lavora di più, ma piuttosto tagliare quelli di chi produce meno» ed il fatto che «è essenziale rimanere nelle fabbriche durante le ferie anche senza guadagnare nulla in più». Grazie all’editore Giangiacomo Feltrinelli la foto col basco del Che immortalato da Peter Korda diventa uno dei simboli di pace, un’icona dello slogan «fate l’amore, non fate la guerra» insieme a Gandhi e Madre Teresa sulle barricate del Maggio francese e nelle marce contro la guerra in Vietnam, ma la realtà è tutt’altra.

Pochi sanno infatti che, a oggi, il Progetto Verità e Memoria di Archivio Cuba ha provato ben 144 omicidi commessi direttamente dal Che. Tra le sue vittime compagni di guerriglia, poliziotti uccisi di fronte ai figli, ragazzini e decine di oppositori politici fucilati nel Forte della Cabaña, fatti fuori al paredón, da Guevara in persona. È del resto lo stesso Che a mettere, nero su bianco, nella sua autobiografia Textos Políticos «l’odio come fattore di lotta, l’odio intransigente contro il nemico che spinge oltre i limiti naturali dell’uomo e lo trasforma in una, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere».

E infine arrivano anche gli insulti ai neri.
Sì, Che Guevare era pure razzista:

Quando è in Venezuela, ad esempio, Guevara scrive che i «negri hanno mantenuto la loro purezza razionale grazie alla scarsa abitudine che hanno di farsi il bagno». Più avanti, in Brasile, comparando portoghesi e coloured, è sempre lui a scrivere «il disprezzo e la povertà li unisce nella lotta quotidiana ma il modo di affrontare la vita li separa totalmente: il negro, indolente e sognatore, spende i suoi soldi per qualsiasi sciocchezza, l’europeo ha invece una tradizione di lavoro e risparmio».

Fu anche questo, quindi, Che Guevara.
Con buona pace di sinistra e radical chic!

Fonte: Qui
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Source : https://adessobasta.org/2018/06/15/e-tanto-osannato-dalla-sinistra-ma-ecco-chi-era-davvero-che-guevara-ecco-cosa-hanno-scoperto/