“L’africano si strofinava su di me e poi…” l’orrore sul treno e la bomba della giustizia italiana.

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Il clima sui treni regionali è sempre più teso.

Storie di aggressioni, stupri e molestie sono all’ordine del giorno e continue sono le denunce da parte di controllori e capotreni.

L’ultima vicenda balzata alla cronaca riguarda una donna di 33 anni, che ha svelato al Giorno l’incubo vissuto a Novembre.

Nel branco che l’ha colpita mentre era sola c’era anche Onyekachi Craxi Kecious, il nigeriano reo di aver stuprato un’altra ragazza il 20 Luglio.

L’aggressione non è mai riuscita perchè la ragazza si è riuscita a difendere con lo spray al peperoncino.

Il racconto è davvero agghiacciante: “uno ha strofinato le sue parti intime sul mio bracci, forse proprio Craxi Kecious. Ricordo che tutti mi guardavano e dicevano frasi del tipo ‘ha paura, ha paura’. Io sono rimasta seduta e ho telefonato a mio padre. Credevano che chiamassi la polizia e si sono avvicinati ancora di più. A quel punto mi sono alzata e ho iniziato a correre. Un incubo vedere davanti a me solo carrozze deserte. In un vagone ho notato un altro ragazzo straniero, pure lui solo, e gli ho chiesto di potermi sedere vicino a lui. Mi sentivo più tranquilla con un’altra persone”.

E ha continuato: “il cuore mi batteva all’impazzata. Poi ho incontrato il capotreno. Gli ho segnalato l’accaduto e l’ho esortato a bloccarli. Lui in un primo momento non voleva intervenire, credo per paura, ma io sono rimasta basita e gli ho detto che avrei potuto denunciare anche lui. Poi, arrivati in stazione di Monza, il treno si è fermato e c’erano i carabinieri. Sono intervenuti loro: hanno bloccato il branco solo uno di loro è riuscito a scappare”.

Purtroppo la donna ha dovuto cambiare le sue abitudini, segnata dalla paura che la colpì quel giorno.

La batosta l’ha ricevuta anche dalla giustizia. Da quel caso la donna ha ricevuto solo la notifica di archiviazione.

Intanto si augura che il caso non venga chiuso.

Fonte: Libero

Foto credit: Libero

Source : https://adessobasta.org/2018/08/10/lafricano-si-strofinava-su-di-me-e-poi-lorrore-sul-treno-e-la-bomba-della-giustizia-italiana/