Brexit: ecco i grandi risultati del Regno Unito censurati dai media filo UE

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Brexit: mega boom del lavoro in Gran Bretagna molte più le richieste del mercato dei candidati disponibili (come nella UE)

La stampa italiana non perde mai l’occasione per lanciare falsi allarmi sulla Brexit, nel timore che anche l’Italia segua la via intrepresa dal Regno Unito, e parallelamente censura ogni notizia positiva al riguardo dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Come questa.

“I salari tornano a crescere nel Regno Unito, a un tasso mai osservato negli ultimi tre anni”.

E’ quanto scrive il quotidiano britannico “The Times”, riportando i dati sull’occupazione e sulle dinamiche salariali diffusi l’11 settembre, dall’Ufficio nazionale di statistica del Regno Unito (Ons).

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I risultati confermano il boom del mercato del lavoro britannico – da quando il referendum ha dato la vittoria alla Brexit – e fugano i timori, per altro propalati ad arte da giornai come il Financial Times strettamente legato ai centri di potere della Ue, di una compressione del potere di acquisto delle famiglie a causa dell’iinflazione e della stessa Brexit.

L’Ons ha reso noto che nel secondo trimestre di quest’anno salari e stipendi sono cresciuti in termini nominali del 2,9 per cento.

In termini reali, la crescita e’ stata dello 0,5 per cento al di sopra dell’inflazione, il maggior incremento registrato dall’inizio del 2017.

La disoccupazione e’ rimasta stabile al 4 per cento della forza lavoro, il livello piu’ basso registrato da 43 anni, cioè dagli anni Settanta del secolo scorso.

La forte crescita dei redditi da lavoro, commenta il “Times”, conferma l’efficacia della politica della Banca d’Inghilterra, che lo scorso mese ha innalzato i tassi di interesse, ed apre la strada a nuovi aumenti dei tassi.

Tuttavia, fa notare il quotidiano londinese, molti economisti sono preoccupati per la carenza di lavoratori qualificati.

A fronte di un totale di 32,4 milioni di occupati, un record storico per il Regno Unito, le aziende lamentano vuoti di organico per 833 posti di lavoro. Esattamente il “problema” che ogni nazione dell’eurozona vorrebbe avere…

Un ulteriore record, che riguarda soprattutto posizioni riservate a dipendenti con alte qualifiche.

Secondo Ben Willmott, analista del Chartered Institute of Personnel and Development citato dal “Times”, “questi dati dimostrano che l’occupazione ha ormai smesso di crescere; e questo e’ il segno che mancano i lavoratori piuttosto che un sintomo del fatto che gli imprenditori non vogliono assumere”.

Per Tej Parikh, economista dell’Institute of Directors, “le aziende ora competono aspramente per assicurarsi i dipendenti piu’ qualificati, i vuoti di organico sono ai massimi storici e gli uffici del personale faticano a colmarli con lavoratori all’altezza delle competenze necessarie”.

Ad ogni modo, il governo britannico accolto con grande soddisfazione gli ultimi dati su occupazione e salari.

La sottosegretaria al Lavoro Esther McVey ha sottolineato che “nell’Unione Europea c’e’ un tasso di disoccupazione piu’ che doppio rispetto al Regno Unito”.

L’esecutivo di Londra, ha aggiunto McVey, “sta trasformando il paese in una grande e operosa nazione, pronta ad affrontare le future sfide dopo la Brexit”. Fonte – tratto da Stopeuro

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Source : https://www.informarexresistere.fr/brexit-incredibili-risultati-regno-unito/