Le donne che hanno fatto la storia della tecnologia

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Donna e tecnologia, un connubio vincente che ha scritto alcune delle più importanti pagine della storia moderna. Nonostante si colleghi sempre il settore tecnologico a grandi nomi maschili, di veri e propri guru come ad esempio Bill Gates e Steve Jobs, infatti, la tecnologia può essere considerata un nome femminile per eccellenza, non solo in senso letterario. Molte, infatti, sono le donne che hanno dato il loro grande apporto ad uno dei settori più rivoluzionari della storia, che ancora oggi continua ad affascinare e rinnovarsi. Ma entriamo nei dettagli e scopriamo assieme alcune delle donne che hanno fatto la storia della tecnologia.

Ada Lovelace Byron, la madre dei computer

Soprannominata la madre dei computer, Ada Lovelace Byron era la figlia del poeta Lord Byron. Contrariamente al padre, la giovane donna ha sempre avuto un grande interesse per materie come scienze, logica e matematica e proprio grazie a queste sue passioni è riuscita a lasciare il segno nella storia della tecnologia. A segnare una svolta nella vita di Alda Lovelace Byron, è stato l’incontro, a soli 17 anni con Charles Babbage, di 42 anni. Era il 1833 e l’uomo era alle prese con un’invenzione davvero straordinaria, ovvero un difference engine. Quest’ultimo era uno strumento meccanico grazie al quale si potevano fare i calcoli in modo automatico: in parole povere una sorta di moderna calcolatrice. Partendo dalle idee di Babbage, Ada Lovelace Byron riuscì ad intuire che la macchina differenziale poteva essere utilizzata per vari tipi di utilizzi, non solo come calcolatrice. In particolare, la donna aveva scoperto un algoritmo grazie al quale generare i numeri di Bernoulli. Questo algoritmo è il primo ad essere stato appositamente ideato per essere elaborato con una macchina. Proprio per questo motivo, Ada Lovelace Byron è considerata la prima programmatrice di computer al mondo. Un aneddoto che non tutti sanno, ma che mostra chiaramente come le donne abbiano influito, e lo facciano ancora oggi, in modo importante nel mondo dell’informatica.

Suor Mary Kenneth Keller, una vita a base di Chiesa e informatica

Per molti religione e tecnologia sono due mondi contrapposti tra loro e che per questo motivo non abbiano nulla a che fare l’uno con l’altro. Di recente però, sempre più religiosi e anche lo stesso Papa Francesco si avvalgono dell’utilizzo delle moderne tecnologie, come i canali social, per rimanere in contatto con i fedeli. Ma il mondo dell’informatica non è solamente social network e anche alcuni religiosi hanno apportato un importante contributo alla nascita delle moderne tecnologie. Tra queste figure, non può di certo mancare il segno di una donna e in particolare oggi vi ricordiamo la figura di suor Mary Kenneth Keller. Prima donna ad essere riuscita a conseguire un dottorato in informatica negli Stati Uniti nel 1965, la sua tesi verteva sull’elaborazione di algoritmi per la soluzione analitica di equazioni differenziali. Dopo un po’ di tempo decise di prendere i voti e nel 1958, suor Mary Kenneth Keller, divenne la prima donna a lavorare presso il Computer Center del’Università di Darmouth. Il suo compito era quello collaborare alla fase di sviluppo del linguaggio di programmazione BASIC. Un novità davvero importante per l’epoca, visto che fino ad allora si era trattato di una realtà ad appannaggio solamente di uomini. Suor Mary Kenneth Keller, quindi, rappresenta un valido esempio di come tecnologia e religione possano coesistere perfettamente. Anzi, secondo suora Keller il computer era un mezzo davvero potente grazie al quale favorire l’educazione e diffondere informazioni. Un importante sostegno, soprattutto per le donne.

Hedy Lamarr, la pioniera del wireless

Ebbene sì, se oggi possiamo comunicare senza fili è merito di una donna. Hedy Lamarr era una bellissima attrice di origine austriaca che per seguire la carriera artistica decise di rinunciare nel 1933 al corso di laurea in ingegneria. Nonostante ciò, Hedy Lamarr non è passata alla storia solamente per essere stata una delle prime attrici ad aver interpretato una scena di nudo nel film Estasi, ma soprattutto per essere una mente brillante. Hedy Lamarr, infatti, era una bravissima ricercatrice e scienziata che nel corso dei primi anni ’30 riuscì ad elaborare un sistema di modulazione per codifica d’informazioni da trasmettere su frequenze radio, grazie al quale sarebbe stato possibile comandare a distanza siluri e mezzi navali. Non a caso l’operato di Hedy Lamarrr finì per attirare l’attenzione di servizi segreti e apparati militari, consentendole di affermarsi con successo nel settore della difesa. Ma non solo, Hedy Lamarr ha anche posto le basi della crittografia e della telefonia mobile, ma soprattutto dei sistemi alla base della tecnologia wireless.

Grace Murray Hopper, l’inventrice del linguaggio Cobol

Dopo la figlia di un poeta, una suora e un’attrice, non poteva mancare un capitano di Marina donna. Ebbene sì, Grace Murray Hopper era un contrammiraglio della marina degli USA, ma anche una brillante scienziata. Una figura, che come le precedenti, mostra come una donna possa essere forte, bella e allo stesso tempo intelligente.
Nonostante la sua statura minuta, Grace Murray Hopper è riuscita ad influenzare in modo determinante la storia della programmazione, tanto da essere considerata una delle più importanti figuri dell’informatica. È stata, infatti, la prima a realizzare un linguaggio di programmazione indipendente dalla macchina, il cosiddetto linguaggio Cobol, che ancora oggi continua ad essere particolarmente utilizzato in settori come finanza e amministrazione. A lei, inoltre, si deve il debugging, ovvero l’eliminazione dei bug informatici grazie ad analisi periodiche e continue del codice sorgente del programma.

Dopo essersi arruolata nella Marina nel 1943, entrò nel team che si occupava dello sviluppo dei programmi per il computer Mark I. Un’opportunità che la donna non si è fatta di certo scappare e che le consentì di mettere in mostra le sue abilità. Fu infatti l’unica che, esaminando un computer non funzionante, si rese conto della presenza di una falena all’interno del Mark 1. Ma non solo, Grace Murray Hopper contribuì anche alla stesura del programma che permetteva alla Marina statunitense di decifrare parte dei codici di criptazione utilizzati dalle forze dell’Asse nelle loro comunicazioni. Un ruolo importante, quindi, che la fa entrare di diritto tra le donne che hanno fatto la storia della tecnologia.

Karen Spärck Jones, la donna dei motori di ricerca

Per finire non possiamo non parlare della madre dei motori di ricerca. Si deve infatti alla figura di Karen Spärck Jones la possibilità di poter, oggi giorno, fare le ricerche su motori come Google. Era il 1972, quando la scienziata e informatica britannica Spärck Jones pubblicò “A statistical interpretation of term specificity and its application in retrieval” che introduceva il concetto di inverse document frequency. Ma di cosa si tratta? L’inverse document frequency non è altro che un sistema che permette di ricavare in modo automatico i testi da un indice di documenti. In parole povere lo stesso meccanismo alla base dei moderni motori di ricerca. Molto probabilmente, quindi, senza l’operato di Karen Spärck Jones, non avremmo attualmente la possibilità di andare su Google a fare le nostre consuete ricerche.

A questo punto abbiamo scoperto alcune delle figure femminili che hanno fatto la storia della tecnologia. Ovviamente non si tratta delle uniche donne al mondo ad aver contribuito allo sviluppo di questo settore, e molte saranno ancora coloro che apporteranno le loro conoscenze e abilità in merito. D’altronde, come diceva la stessa Karen Spärck Jones: “L’informatica è troppo importante per essere lasciata agli uomini”.

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