L’Unicef ha deciso di non querelare il cognato di Renzi per i 6 milioni destinati all’Africa e spariti

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Alla fine, dopo un lungo titubare che non era piaciuto neppure ai donatori, Unicef New York ha deciso di non querelare il cognato di Renzi per l’accusa di aver usato 6.6 milioni di dollari destinati all’Africa per usi personali.

Ripercorriamo un attimo la vicenda: i fratelli Conticini, Andrea

Conticini (cognato di Matteo Renzi perché sposato con la sorella Matilde) e Alessandro e Luca sono indagati da due anni con l’accusa di riciclaggio e, solo Luca ed Alessandro anche per appropriazione indebita aggravata.

L’accusa? I Pm che lavorano al caso hanno ricostruito un giro di soldi enorme che sarebbe stato “dirottato” sui conti personali e poi usato per degli investimenti immobiliari. Circa 6,6 milioni di dollari.

Il problema è che quei soldi facevano parte di donazioni dell’Unicef, della Fondazione Pulitzer e di altre onlus americane, e sarebbero dovuti andare in Africa.

Erano destinati al progetto Play Therapy Africa, diretti in Sierra Leone, Brundi, ed altri Paesi del continente nero.

L’inchiesta è stata resa nota nel 2016 quando dei movimenti anomali sono stati segnalati dalla Banca d’Italia. Anche l’allora direttrice del Play Therapy Ltd di Londra, che avrebbe dovuto ricevere i soldi ha notato che c’era qualcosa di strano nell’uso del denaro a loro destinato.

Quella strana norma del governo Gentiloni

Questi due anni di fatiche per le procure che hanno ricostruito, anche attraverso rogatorie internazionali, questo giro di soldi però rischiando di essere buttati al vento.

Perché? Perché proprio la riforma Orlando, la riforma della giustizia approvata nell’ultima legislatura a guida Partito Democratico, ha modificato la procedibilità nei confronti di alcuni reati.

Il che significa che, per esempio, truffa, frode informatica, appropriazione indebita sono più procedibili d’ufficio. Per dare luogo al processo la Procura deve attendere una querela da parte del soggetto offeso.

La legge era stata da subito soprannominata lex ad cognatum, dato che uno degli indagati era marito di Matilde Renzi, quindi cognato dell’ex premier Renzi.

Il soggetto offeso è Unicef New York, il quale avrebbe dovuto decidere se querelare o meno i fratelli Conticini; se avesse deciso di non farlo, l’indagine si sarebbe arenata.

Unicef ha interrotto i rapporti con la società di Conticini nel 2013, ed azzerato i contati, ma sino a quel momento secondo Unicef Play Therapy ha “onorato quanto sottoscritto”. È “risultato tutto regolare, per quanto ci riguarda”, quindi Unicef non sporgerà querela.

[ Fonte: notizieoggi.org ]

Source : http://www.daily-best.com/lunicef-ha-deciso-di-non-querelare-il-cognato-di-renzi-per-i-6-milioni-destinati-allafrica-e-spariti/