Ma quale Marchesa d’Aragona? La tv è così spazzatura da spacciare per nobile una volgare venditrice di creme

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DAGOREPORT: MARCHESA DE CHE? 
Chi è davvero Daniela del Secco d’Aragona? Dopo le sue fantastiche performance a “Pechino Express”, mezza Italia è impazzita per “La Marchesa”, che insieme al suo domestico Gregory affronta i perigli del sud-est asiatico davanti alle telecamere di Rai2.

Cercando in rete, si trova un sito, www.marchesadaragona.it dove la stessa Dani si racconta, pubblicando un lungo curriculum che inizia con la sua iscrizione all’Albo dei Giornalisti della Lombardia, e finisce con le sue competenze in campo estetico, passando per un’avventurosa storia familiare. Sotto a una coroncina da marchese, c’è poi un bel tariffario con una “linea dermocosmetica” targata “Aragona”, prodotti creati dalle sapienti mani della stessa Dani e venduti a cifre che arrivano alla sommetta di 650 euro.

Se invece uno chiede a qualche vera nobildonna romana che conosce a menadito il Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, scopre che la simpatica Dani non è affatto una marchesa con “duemila anni di storia familiare, discendente da Settimio Severo” o “della famiglia reale” (come ha detto a un povero albergatore vietnamita per convincerlo a ospitarla gratis).

Daniela si chiama sì Del Secco, come risulta anche dall’elenco dell’Ordine dei giornalisti lombardi. Ma il “d’Aragona” se lo è aggiunto lei, sfruttando una somiglianza con una vera famiglia marchionale. Eh già, perché sull’Albo d’Oro si trovano i “Secco d’Aragona”, stirpe milanese, ma nessuna Daniela risulta all’appello dell’edizione 2005 (o di quelle precedenti).

Eppure, da qualche anno la mitica Marchesa impazza in tutte le feste romane, accompagnata dalla graziosa figlia Ludovica. I nobili romani sanno benissimo che lei si spaccia per aristocratica, ma finora avevano chiuso un occhio, un po’ indignati, un po’ divertiti.

Ora che però la Marchesa si è lanciata in tv come rappresentante (di quel che rimane) della nobiltà italiana, gli aristocratici “quattro quarti” si sono inorriditi, anche perché Dani dà un’immagine, tra sedicenti maggiordomi e millantati autisti, ben lontana dallo stato reale dei baroni d’oggi, quasi tutti poveri in canna. Le frasi come “bisogna cambiare 5 abiti e 5 profumi al giorno”, per quanto necessarie a costruire una caricatura televisiva, hanno fatto infuriare i blasonati.

Tra le famiglie più infastidite, quelle che hanno ottenuto il cosiddetto “privilegio aragonese” che comprendeva la concessione sovrana di aggiungere il “d’Aragona” al proprio cognome. Proprio infuriati (soprattutto per le telefonate di persone che chiedono conto di parentele) coloro che discendono direttamente dal Re d’Aragona Giacomo I, come certi principi romani vivi, vegeti e senza alcun legame con la mitologica Dani.

Ed ecco che qualcuno con buona memoria ricorda una rubrica di televendite “ante litteram” che “La Marchesa” conduceva su un’emittente privata laziale negli anni ‘90 in cui promuoveva le sue creme di bellezza esordendo semplicemente come “Sono Daniela Del Secco…”.

Negli ultimi anni si è infilata in tutti gli eventi della Capitale, all’inizio senza inviti, poi piano piano è riuscita a diventare (anche grazie alle foto di Cafonal, in cui appare senza sosta) un personaggio più vero di quello che voleva imitare, tanto da finire su “Uno Mattina” (via Franco Di Mare) e su varie riviste di gossip a fare da consulente di bon ton.

Ha una pagina Facebook molto seguita, dove pubblica autoscatti, ritagli di giornale, fermo immagine da Rai1, inviti ad ambasciate (tra cui quella di Francia per la festa della Bastiglia: anche il buon ambasciatore Le Roy la chiama “Marchesa Dani del Secco d’Aragona”). Ha fatto amicizia con vari stilisti della Capitale, da cui si fa vestire gratis in cambio della promozione derivante dal suo apparire su siti e giornali.

Addirittura, durante un ballo dedicato a Giuseppe Verdi a Palazzo Brancaccio, ha appeso sul suo vestito da sera delle miniature di croci di guerra della Seconda Guerra Mondiale, di quelle che i decorati indossano sullo smoking, una croce per i 25 anni di presenza nell’Esercito Italiano (cosa che le valse il soprannome “la marescialla” da alcuni ufficiali presenti) e una Gran Croce da Cavaliere (non da dama) dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Non solo si trattava di croci da uomo (che potevano essere appartenute a un avo o un marito), ma era anche un mix di miniature e croci di dimensioni standard, un pot-pourri che neanche gli uomini realmente decorati appendono al loro smoking.

Insomma, una giornalista/estetista/pr di se stessa che dalle televendite e dai quotidiani di provincia si è trasformata in una “Marchesa” talmente sciroccata e sopra le righe da diventare più vera della fiction. Gli autori di “Pechino Express” l’hanno capito, e l’hanno trasformata nel personaggio stracult di questa stagione televisiva.

Source : http://www.mag24.es/2018/10/18/ma-quale-marchesa-daragona-la-tv-e-cosi-spazzatura-da-spacciare-per-nobile-una-volgare-venditrice-di-creme/