Migranti scaricati al confine italiano, il video che incastra la Francia al vaglio dei pm

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Si riaccende la polemica tra l’Italia e la Francia. Venerdì scorso, sei mesi dopo il blitz della gendarmerie in un centro migranti a Bardonecchia (guarda il video), un furgone della polizia francese è stato visto a Claviere, sulle Alpi del Torinese, mentre stava facendo scendere un paio di uomini, presumibilmente immigrati irregolari di origine africana, che si sono poi dileguati.

Il mezzo è stato notato e filmato da agenti della Digos in una zona di bosco già di alcune centinaia di metri in territorio italiano, vicino al tunnel di Cesana. Il video che inchioda i militari transalpini è nelle mani della procura di Torino che ha aperto un’inchiesta per far luce su quanto accaduto.

“Mi auguro si sia trattato di un errore di chi era alla guida, altrimenti si tratterebbe di un fatto gravissimo di violazione delle regole internazionali”. Ai microfondi dell’AdnKronos il sindaco di Claviere, Franco Capra, rivela che “già in passato erano accaduti simili episodi, ma i migranti allora erano sempre stati lasciati sulla linea di confine, questa sarebbe la prima volta in territorio italiano”. “Se così fosse – conclude il sindaco – sarebbe scorretto dal punto di vista legale, istituzionale e politico”. In base agli accordi internazionali, prima di sconfinare, le autorità francesi avrebbero dovuto avvertire il commissariato di polizia o la stazione dei carabinieri di zona dei migranti respinti per poi accompagnarli al posto di frontiera. La zona è stata messa sotto sorveglianza da tempo perché è occupata dagli antagonisti e anarchici “No border” dell’organizzazione “Briser Les Frontieres”. Mercoledì scorso era stata sgomberata la chiesa di Clavière occupata dagli antagonisti che vi avevano realizzato un ricovero per i migranti che tentano di raggiungere la Francia (guarda la gallery).

La documentazione raccolta dalla Digos è stata inviata alla procura di Torino per definire il titolo di reato che è stato commesso. La stessa procura aveva già aperto un fascicolo per lo sconfinamento degli agenti della dogana francese alla stazione di Bardonecchia, nel marzo scorso. “Se qualcuno pensa davvero di usarci come il campo profughi d’Europa, violando leggi, confini e accordi, si sbaglia di grosso – commenta il ministro dell’Interno, Matteo Salvini – siamo pronti a difendere l’onore e la dignità del nostro Paese in ogni sede e a tutti i livelli”. Adesso il leader leghista pretende chiarezza “soprattutto da chi ci fa la predica ogni giorno”. Anche la Farnesina si è immediatamente attivata rendendo noto di aver chiesto chiarimenti alla Francia, sia attraverso l’ambasciatore francese a Roma sia direttamente a Parigi tramite l’ambasciatore italiano. Secondo Giorgia Meloni, però, il governo dovrebbe anche convocare l’ambasciatore francese e spiegare a Macron che “l’Italia non è una colonia”. “Bisogna arrestare chiunque, violando la legge, si permetta di sconfinare, con indosso una divisa straniera, sul nostro territorio nazionale – tuona la leader di Fratelli d’Italia – la pazienza è finita”.

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