No, le zanzare non pungono a caso. Ecco come scelgono la “preda”

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Ce lo siamo chiesti un po’ tutti, prima o poi: perché le zanzare colpiscono alcune persone, mentre altre sembrano quasi immuni? La parola alla scienza

Taluni sono letteralmente presi d’assalto. Talaltri – fortemente invidiati dai primi – del tutto ignorati. Capire le ragioni alla base delle preferenze per cui le zanzare pungono una persona anziché un’altra non è cosa da poco. E ha ricadute molto più serie di quanto si possa immaginare: la zanzare, infatti, provocano (indirettamente) oltre un milione di morti l’anno – il che le colloca al primo posto nella classifica degli animali più mortali – perché fanno da vettore a malattie come la malaria, la dengue e la Chikungunya. E è per questo che è particolarmente importante analizzarne a fondo il comportamento per comprenderne gusti e preferenze, andando al di là di luoghi comuni e leggende metropolitane su sangue dolce, colore della pelle o simili.

Umani vs non umani
Cominciamo da lontano, ossia dalle differenze tra esseri umani e altre specie. Sappiamo per certo che le zanzare, per individuare la propria preda, si affidano primariamente all’olfatto (e molto secondariamente alla vista).

In particolare, sono dotate di raffinatissimi sensori per rilevare la presenzadi anidride carbonica, la sostanza emessa dagli animali durante l’espirazione. Si tratta, però, di una sostanza pressoché ubiqua nell’atmosfera, e che dunque da sola non è sufficiente a inferire informazioni sulle preferenze delle zanzare. Un altro attrattore è l’acido lattico, che invece sappiamo essere un componente importante nella chimica dell’odore dell’essere umano, assieme a sostanze tra cui ammoniaca, acidi carbossilici, acetone e sulcatone. Al momento si ritiene sia proprio questo bouquet a rendere gli esseri umani una delle vittime preferite dalle zanzare. Ma cosa differenzia, invece, un essere umano dall’altro?

Gruppo sanguigno
Uno dei fattori che sembra influenzare le preferenze delle zanzare è il gruppo sanguigno. In particolare, uno studio del 2004 ha mostrato che le zanzare, a parità di altre condizioni, pungono le persone di gruppo sanguigno 0 il doppio delle volte rispetto a quanto pungono quelle di gruppo sanguigno A. Il gruppo B, invece, si colloca più o meno a metà. E ancora: l’85% circa degli esseri umani produce una sostanza chimica che segnala, attraverso l’odore della pelle, a quale gruppo sanguigno appartiene. Le zanzare sembrano essere più attratte da questa categoria di persone rispetto a quanto lo siano da coloro che non segnalano il proprio gruppo sanguigno, indipendentemente dal gruppo sanguigno stesso.

Emissione di CO2
Dell’anidride carbonica abbiamo già detto: le zanzare riescono a rilevarne la presenza fino a 50 metri di distanza. E a individuare così la propria preda. Gli esseri umani più vulnerabili sono quelli che emettono più anidride carbonica durante l’espirazione, di solito quelli più corpulenti. I bambini, che hanno respiri meno profondi, vengono punti in media meno degli adulti.

Attività fisica
Sport ed esercizio fanno bene, non ci sono dubbi. Ma c’è un piccolo prezzo da pagare. Anche l’acido lattico, come dicevamo, attrae le zanzare. Dal momento che l’attività fisica, in generale, aumenta la presenza di acido lattico nell’organismo, le persone fisicamente più attive tendono a essere punte più delle altre. Inoltre, nelle persone più attive la temperatura corporea è di solito più alta, il che sembra essere un altro elemento che piace particolarmente alle zanzare.

Microbiota della pelle
Per microbiota della pelle s’intende l’insieme di tutti i batteri e funghi (per la maggior parte non patogeni) che abitano sul derma, nei pori e nei follicoli piliferi. Uno studio pubblicato lo scorso anno ha evidenziato che l’insieme di sostanze chimiche emesse dal microbiota sia un fattore cruciale nella scelta predatoria delle zanzare. La composizione del microbiota umano dipende soprattutto dall’ambiente in cui si vive e dallo stile di vita che si adotta (e, sembra, solo in misura molto minore da componenti genetiche): tutto ciò che si tocca, mangia o beve introduce nuovi microbi sulla nostra pelle. Sembra che i batteri più prelibati siano i Brevibacterium, i Corynebacterium e gli stafilococchi.  

Alimentazione
Basta una bottiglia di birra per diventare il bersaglio preferito dalle zanzare. Lo ha svelato uno studio del 2002, anche se i ricercatori non sono riusciti a isolare la causa precisa del fenomeno. Potrebbe essere dovuto al fatto che l’assunzione di alcool porta a sudare di più, oppure al fatto che aumenta la temperatura corporea, o a una combinazione dei due fattori (o ancora ad altri elementi non indagati dagli autori del lavoro). Nel dubbio, bevete acqua.

Gravidanza
Le donne in gravidanza attraggono le zanzare più delle altre. La ragione starebbe nel fatto che emettono il 21% in più di anidride carbonica e la loro temperatura corporea è, in media, più alta di circa mezzo grado rispetto alle altre.

Indumenti
Anche gli indumenti, o meglio il loro colore, sembrano giocare un ruolo: dal momento che le zanzare, oltre che all’olfatto, si affidano anche alla vista nell’individuare gli esseri umani da pungere, indossare abiti di colore scuro potrebbe aiutare a camuffarsi durante le ore serali e notturne

Di Sandro Iannaccone

Fonte:  www.wired.it

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