Putiferio in Francia dopo le parole in diretta tv del presidente dei ginecologi

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L’aborto è omicidio, dice un medico francese. E così difende il feto e la libertà di coscienza – di Paola Belletti

Il ginecologo Bertrand de Rochambeau, presidente del sindacato nazionale dei ginecologi francesi (Syngof), difende in diretta tv durante il programma Quotidien l’obiezione di coscienza suscitando grande agitazione nell’opinione pubblica e nelle istituzioni

«Si, Madame». Ricordo ancora un po’ di francese e questa la so. Il si, nella lingua dei cugini d’Oltralpe, si usa per dare una risposta affermativa a domanda negativa. Ed è proprio così che risponde Bertrand de Rochambeau all’incalzare della sua interlocutrice.

Ha appena detto che si alza la notte a qualsiasi ora per interventi difficilissimi ma che lui e gli altri medici non sono lì per rimuovere vite, non più. Perché ora le cose in cui non crede non le fa più.

«Un nascituro non è una vita in senso giuridico. Fare un aborto non è un omicidio» afferma, nemmeno domanda, la giornalista Valentine Oberti. Ma il medico francese dall’altra parte del microfono risponde con calma e fermezza che invece è proprio così. E la giornalista incalza:

«è falso, in senso giuridico il feto non è persona, compiere un’ IVG non è commettere omicidio. E tutte le donne, io sono una di loro, non ritengono che avere un embrione nel ventre sia avere una vita.»

E qua il medico francese, forse comprendendo che se la donna stessa che ha di fronte rinnega categoricamente un’esperienza che proprio lei è titolata a fare e riconoscere, decide di usare proprio l’argomento al quale lei si appella con una sicurezza un po’ nervosa e una generalizzazione davvero sospetta (tutte le donne? Signora Valentine, rifaccia i sondaggi per favore), quello di avere un’opinione in merito.

La risposta del medico francese

«Questa è la sua opinione e io come medico non sono obbligato ad avere la sua opinione e se non ce l’ho la legge mi protegge».

Pausa. Questo è il limite dove arriva la giornalista e il credo che lei si incarica di rappresentare. Ma l’argomentazione non è conclusa, manca l’argine più alto: et ma conscience aussi. E la mia coscienza anche. Sorride.

E commenta Leone Grotti su Tempi:

Il sorriso di de Rochambeau, mentre esponeva con calma e semplicità quella che tutti in Francia sanno essere la verità, anche se non la vogliono riconoscere, ha fatto imbestialire i giornali e le femministe. Soprattutto nel governo.

Il ministro della Salute, Agnès Buzyn, e il segretario di Stato per l’uguaglianza tra uomini e donne, Marlène Schiappa, hanno subito emesso un comunicato di fuoco scritto a quattro mani:

«Condanniamo fermamente le parole del presidente di Syngof e siamo determinate a proteggere dovunque il diritto all’aborto. Ogni donna deve poterlo esercitare liberamente».

Non può essere che restiamo sani di mente, equilibrati nel guardare la realtà e nell’agire in essa se la massima istituzione, lo Stato, nel suo ministero deputato alla tutela e promozione della salute dei propri cittadini, da una parte sancisce o addirittura incentiva l’esercizio del diritto all’aborto e dall’altro si prodiga a diffondere buone pratiche perché i feti si sviluppino correttamente e nascano sani.

E questo vale in Francia, dove hanno da poco lanciato una campagna di prevenzione dell’abuso di alcol in gravidanza perché fa male al bambino, ma anche in Italia dove queste e altre iniziative si moltiplicano.

Basta la prescrizione di assumere acido folico in gravidanza o addirittura durante il ciclo mestruale per far crollare il castello di carte, protocolli, leggi, bisturi, pillole e aspiratori sui quali si regge l’assurdo, infondato eppure ostinatamente o ovunque praticato “diritto all’aborto”.

Tutela di coscienza

In attesa che la coscienza si risvegli in tanti fratelli smarriti allora occorre che difendiamo le leggi. Ora che da decenni quella per la liberalizzazione dell’aborto è passata conviene concentrarsi su quelle che tutelano la libertà di coscienza e di opinione. Fonte: Aleteia

« Nous ne sommes pas là pour retirer des vies. »

Le docteur Bertrand De Rochambeau est président du syndicat des gynécologues et il refuse de pratiquer des IVG. Il a accepté de répondre à @valentineoberti.#Quotidien pic.twitter.com/hXu78bEDEi

— Quotidien (@Qofficiel) September 11, 2018

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Source : https://www.informarexresistere.fr/aborto-e-omicidio-medico-francese/