Riprendono gli sbarchi a Lampedusa. Ecco come gli scafisti approfittano della situazione attuale

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Fatta la legge, trovato l’inganno. Un proverbio che ci azzecca spesso, anche nel caso degli scafisti che – a quanto pare – si sono ben adattati alla nuova situazione che si è venuta a creare nel Mediterraneo.

L’aver debellato il fenomeno delle Ong compiacenti con i trafficanti umani ha sicuramente fatto aguzzare l’ingegno agli scafisti che hanno rispolverato dei mezzi di trasporto giù usati in precedenza: piccole barche di legno.

Ed è proprio con 7 di questi barchini che 184 migranti sono arrivati a Lampadusa, riportando alla ribalta il fenomeno degli sbarchi fantasma. O quasi. Visto che ieri Salvini aveva già smascherato l’inghippo chiedendo aiuto a Malta che se n’è lavata le mani.

“Per valutare questo nuovo sbarco occorre guardare alla fattura delle imbarcazioni e alla loro rotta. Chi non ha memoria corta saprà che i trafficanti di carne umana sono abili nell’adattarsi alle condizioni del “mercato”. Ora che i porti italiani sono chiusi alle Ong e le navi umanitarie (o quelle della marina italiana e europea) non pattugliano più le coste libiche, far partire un barcone è diventato più difficile. Ma non impossibile.

In fondo prima del 2014 gli scafisti mettevano a disposizione dei disperati delle imbarcazioni in legno, capaci di raggiungere l’isola di Lampedusa. Dopo un paio di drammatici naufragi, il governo Letta decise di dare il via all’operazione Mare Nostrum, mettendo in campo grandi navi militari capaci di estendere l’area di Ricerca e Soccorso italiana. Poi sono arrivate le Ong, Triton, la missione Sophia e tutto il resto. Manna per i trafficanti, i quali hanno sostituito i barchini con gommoni malandati in grado di superare appena la linea delle acque territoriali libiche per poi affidarsi al soccorso delle grandi navi. Tradotto: più introiti per i criminali e meno rischi di essere arrestati.

Lo sbarco odierno di 7 barchini carichi di 184 immigrati potrebbe dimostrare il ritorno a quel tipo di business. Di navi Ong nel Mediterraneo non ce ne sono più e i trafficanti per assicurare ai loro “clienti” l’approdo in Europa sono costretti a portarli fino a Lampedusa. È un piano “nuovo” e antico al tempo stesso, che coinvolge Libia e Tunisia e che fa forza anche sulla posizione assunta da Malta.

I migranti infatti non intendono sbarcare a La Valletta. Vogliono il Belpaese e più volte barconi in difficoltà hanno rifiutato il soccorso maltese sperando di veder arrivare vele Tricolori in loro aiuto. Quando erano gommoni malandati a trovarsi nelle loro acque, però, Malta non poteva sempre far finta di nulla. Ma ora che a transitare sono imbarcazioni più solide possono tranquillamente lavarsene le mani. Ed è quello che è successo ieri sera“.

Ma la lotta al traffico di essere umani non si fermerà qui e presto verra portata alla normalità.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Sicilia Informazioni

Source : https://adessobasta.org/2018/09/14/riprendono-gli-sbarchi-a-lampedusa-ecco-come-gli-scafisti-approfittano-della-situazione-attuale/