Tutta l’ignoranza provax in un post virale di una dottoressa italiana

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Quando ho visto girare il post della dottoressa Silvia Braccini, ho sperato si trattasse di una trollata.

Invece è tutto reale: Silvia Braccini è veramente un medico e ha pubblicato un post che ha incassato diecimila reazioni e quasi ottomila condivisioni.

La dottoressa Braccini è un medico provax. E provax saranno la maggior parte dei mi piace e delle condivisioni. E provax sono i siti che hanno riportato il post. Insomma: questo post rappresenta bene il mondo provax.

La Braccini, tra le altre cose, scrive: «Per fare il mio lavoro, il medico anestesista rianimatore, ci vogliono 6 anni di università, 1 anno di abilitazione statale e 5 anni di scuola di specializzazione».

Complimenti dottoressa Braccini! A lei e a tutti i medici anestesisti rianimatori! Ma sarebbe troppo chiedere di scrivere in un italiano corretto dopo tutti questi anni passati sui libri? Analizziamo il suo post:

Cara Senatrice Taverna sono estremamente delusa come italiana, come cittadina e come medico, da quello che ha detto in materia di vaccini…

Qual è la differenza tra la delusione come italiana e la delusione come cittadina? Io non ci arrivo.

Ha reso questo paese non più libero…ma oppresso dall’ignoranza e dalla cecità.

Come vedremo, la punteggiatura non aiuta.

Ogni anno milioni di volontari sanitari rischiano la vita in giro per il mondo per salvare migliaia di piccole vite da malattie che hanno decimato intere popolazioni.
E noi, del mondo ricco e civile, torniamo indietro di mille anni contro ogni ragione.

Quindi, cara dottoressa, i paesi poveri sono incivili? E poi il decreto Lorenzin è diventato legge un anno fa. Se anche tornassimo all’anno scorso, significherebbe tornare indietro di mille anni? Che strana percezione del tempo.

I nostri bambini non sono bestiame. Sono solo bambini a cui garantiamo un futuro.
Perché non proibiamo anche tutte le altre scoperte scientifiche che hanno cambiato la sopravvivenza dell’uomo moderno e che hanno comunque possibili complicanze?

Se si inizia una domanda con perché non proibiamo anche, significa che qualcosa è già stato proibito. E cosa sarebbe stato proibito? I vaccini non sono stati proibiti. Nessun vaccino è stato proibito. Proibire significa imporre di non fare qualcosa, vietare. Se le vaccinazioni fossero proibite, la gente non potrebbe vaccinarsi pur volendo. Non è assolutamente questa la situazione nella quale ci troviamo. Ma viene il dubbio che la dottoressa Braccini non lo abbia capito. E infatti continua:

Proibiamo TUTTE le chirurgie.
Proibiamo il vaccino anti HPV contro i tumori della cervice uterina.
Proibiamo LE CORONAROGRAFIE CON PCI primarie che ogni giorno salvano la vita a centinaia di persone colpite da infarto.
Proibiamo la trombolisi primaria per tutti i pazienti colpiti da ictus cerebri.
Proibiamo le trasfusioni.
Proibiamo gli antibiotici.
Spegniamo la luce…torniamo nel medioevo.

Nel Medioevo Dante Alighieri scriveva la Divina Commedia. Oggi scriviamo… così.

Ma non ci chieda poi…a noi medici…di fare miracoli che volete distruggere.

Questa l’ho riletta diverse volte ma mi sono arreso.

Non ci chieda di piangere la morte dei nostri bambini.
La piangiamo da oggi. La piangeremo domani.

Qui forse il senso l’ho capito. Ma non ne sono sicuro.

Impotenti davanti ad una “politica” che riduce a voti politici e twittate la scienza.

Prima di tutto ad invece di a si utilizza quando la parola successiva inizia con la stessa lettera. Quindi la d eufonica si aggiunge se scrivo ad andare ma non si aggiunge se scrivo a una. Poi c’è un altro errore. In questo caso la politica ridurrebbe a voti politici e a twittate la scienza. Se non aggiungo la a davanti a twittate, twittate diventa la seconda persona plurale del verbo twittare. Tipo: e (voi, soggetto sottointeso) twittate la scienza. Sinceramente dubito che la dottoressa volesse dare questo significato alla frase.

Mi vergogno onorevole.
Mi vergogno profondamente.

Ecco.

Mi vergogno di essere rappresentata da lei e chi pensa sia giusto non vaccinare.

Essere rappresentata da lei e da chi…

Mi vergogno di stare in un paese in cui le decisioni sulla sanità e sicurezza pubblica, perché è di questo che si tratta, vengono prese da persone non preparate sulla materia, non adeguate nemmeno lontanamente al parlarne pubblicamente e criticamente.

Al parlarne? Fortuna che ci sono medici come lei, che sono adeguati al scriverne pubblicamente.

[…] Per fare il suo lavoro Senatrice, basta prendere voti. Parlare sui social. Avere fortuna. Essere nel momento giusto con le persone giuste e al posto giusto.
E questo non è giusto.

Capite perché pensavo fosse un troll?

Perché voi per un voto condannate il nostro paese al ritorno delle malattie che avremmo dovuto debellare.
Condannate bambini al rischio di non poter crescere.
Condannate noi a guardare il vostro irresponsabile scempio con responsabile impotenza.

La dottoressa descrive futuri scenari apocalittici. Eppure fino all’anno scorso, prima della legge Lorenzin, questi scenari li avremmo dovuti vivere. Voi ve lo ricordate? Io no.

È un mondo ingiusto il nostro Senatrice.
È un paese ingiusto il nostro.

Mi aspettavo: E questo non è giusto.

Ma soprattutto è ingiusto che chi come Lei, accompagnata da cattivi consigli ed ignoranza dovuta al suo non essere competente in immunologia e malattie infettive, non sarà costretta a vedere un bambino morire di morbillo.
Lei non lo farà.

Qui c’è un po’ di confusione. La frase inizia con chi come Lei ma poi questi chi, non si capisce che fine facciano. Tutto il resto della frase, infatti, è declinato su Lei e non più sul chi. E poi c’è pure l’ed eufonico seguito da ignoranza.

Lei e i suoi colleghi politici amanti dei selfie, dei social, dei video mentre siete al lavoro…non li vedrete.

E mentre leggevo questa frase, mi è caduto l’occhio sulle foto Facebook della dottoressa:

E quando sarà il momento…darete la colpa qualcun altro.
Dorma bene Senatrice stanotte.
Dorma bene Senatrice sempre.
Lo faccia anche per me. E per tutti i miei colleghi a cui ha tolto il sonno, la speranza, e la serenità.

Quindi fino all’anno scorso, prima della legge Lorenzin, la dottoressa non ha mai dormito? Non ha mai sperato? Non è mai stata serena? Voi avete mai visto in giro medici così turbati? Io no.

Vorrei avere la sua ostentata sicurezza.

Ma perché, lei quali dubbi ha? Da ciò che ha scritto sembra tutto tranne che lei abbia dei dubbi.

Vorrei poter credere ancora di poter fare il mio lavoro nel migliore dei modi in questo mio paese che non riconosco più…e di cui mi vergogno.
Dorma bene Senatrice.
E si ricordi sempre che il mio lavoro è un privilegio, e dovrebbe esserlo anche il suo.
Silvia Braccini
Semplicemente un medico

E insomma… Ci sono medici come Roberto Gava che scrivono libri di 1000 pagine sulle vaccinazioni pediatriche, medici seguiti dai freevax; e poi ci sono medici come Silvia Braccini che scrivono post di 500 parole condivisi dai provax. A ognuno il suo.

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Source : https://www.informarexresistere.fr/tutta-lignoranza-provax-in-un-post-virale-di-una-dottoressa-italiana/